Programma del Corso Modello 231
Il modulo parte dagli artt. 5–8 del D.Lgs. 231/2001: reati commessi nell’interesse o a vantaggio dell’ente da soggetti apicali o sottoposti, autonomia della responsabilità dell’ente rispetto alla persona fisica, condizioni dell’esimente. Segue l’analisi del catalogo vigente dei reati presupposto della responsabilità degli enti, previsto dal D.Lgs. 231/2001 e dalle altre disposizioni applicabili, e del relativo sistema sanzionatorio: sanzioni pecuniarie, sanzioni interdittive, confisca e pubblicazione della sentenza.
Il modulo analizza i contenuti richiesti dall’art. 6, co. 2 del D.lgs. 231/2001: mappatura delle attività a rischio, protocolli decisionali, gestione delle risorse finanziarie, obblighi informativi verso l’OdV, sistema disciplinare. Poi la parte speciale per famiglie di reato, il Codice etico, il sistema di deleghe e poteri e l’aggiornamento del Modello ex art. 7, co. 4, lett. a) del D.lgs. 231/2001, secondo le Linee Guida Confindustria (ed. giugno 2021). Al termine, i partecipanti sanno leggere il Modello del proprio ente, individuare i protocolli che li riguardano e applicarli nelle attività a rischio.
Il modulo introduce il ruolo e i compiti dell’Organismo di Vigilanza, illustrando i criteri di autonomia, indipendenza, professionalità e continuità d’azione, le principali soluzioni di composizione e i rapporti con gli organi aziendali. Presenta inoltre gli elementi essenziali delle attività di verifica, della verbalizzazione e dei flussi informativi.
Nel percorso base, l’obiettivo è comprendere le funzioni dell’OdV e il contributo dei diversi destinatari all’attuazione del Modello 231. Per una formazione specialistica dedicata alle attività dell’OdV, consulta il Corso Organismo di Vigilanza.
Il modulo distingue i flussi informativi verso l’OdV (art. 6, co. 2, lett. d del D.Lgs. 231/2001) dalle segnalazioni whistleblowing, che l’art. 6, co. 2-bis del D.Lgs. 231/2001 (sostituito dall’art. 24, comma 5, del D.Lgs. 24/2023) rende contenuto necessario del Modello: canali interni, gestore delle segnalazioni, riservatezza, divieto di ritorsione, sanzioni ANAC. Copre chi può segnalare, cosa, come e con quali tutele, anche negli enti sotto i 50 dipendenti che adottano il Modello.
Il modulo esamina il sistema disciplinare richiesto dall’art. 6, co. 2, lett. e) e dall’art. 7, co. 4, lett. b) del D.Lgs. 231/2001: sanzioni per i dipendenti nel rispetto dell’art. 7 L. 300/1970 e dei CCNL, misure per dirigenti, amministratori e sindaci, clausole contrattuali per collaboratori e fornitori, sanzioni per le violazioni delle tutele whistleblowing.
Nel percorso base, l’obiettivo è comprendere la funzione del sistema disciplinare e le possibili conseguenze delle violazioni del Modello 231, distinguendo le misure disciplinari interne dalle sanzioni previste a carico dell’ente.
Il modulo affronta la comunicazione del Modello 231 e l’organizzazione della formazione in relazione ai ruoli e ai rischi aziendali. Illustra i controlli sulla partecipazione e sull’apprendimento, i registri delle presenze, i log della piattaforma e-learning e la conservazione del programma e degli esiti delle verifiche.
Nel percorso base, l’obiettivo è individuare quali documenti raccogliere e conservare per attestare le attività formative effettivamente svolte e comprenderne il collegamento con le attività di vigilanza dell’OdV.
Nella versione aziendale il programma si estende con moduli sui reati presupposto rilevanti per l’ente, individuati dal risk assessment del Modello:
– reati contro la Pubblica Amministrazione e corruzione, anche tra privati (artt. 24, 25, 25-ter del D.Lgs. 231/2001);
– reati societari e abusi di mercato (artt. 25-ter, 25-sexies del D.Lgs. 231/2001);
– salute e sicurezza sul lavoro: omicidio colposo e lesioni gravi (art. 25-septies del D.Lgs. 231/2001);
– ricettazione, riciclaggio, autoriciclaggio (art. 25-octies del D.Lgs. 231/2001) e strumenti di pagamento diversi dai contanti (art. 25-octies.1 del D.Lgs. 231/2001);
– delitti informatici e trattamento illecito di dati (art. 24-bis del D.Lgs. 231/2001), diritto d’autore (art. 25-novies del D.Lgs. 231/2001);
– reati ambientali (art. 25-undecies del D.Lgs. 231/2001);
– reati tributari (art. 25-quinquiesdecies del D.Lgs. 231/2001) e contrabbando (art. 25-sexiesdecies del D.Lgs. 231/2001);
– caporalato e delitti contro la personalità individuale (art. 25-quinquies del D.Lgs. 231/2001), impiego di cittadini di paesi terzi irregolari (art. 25-duodecies del D.Lgs. 231/2001).
I moduli da attivare, i destinatari e la durata sono definiti nella proposta, sulla base della parte speciale del Modello Organizzativo Aziendale.
Al termine dei moduli è prevista la verifica finale dell’apprendimento. Ai partecipanti che superano la verifica EUCS rilascia la Certificazione EUCS nominativa; all’organizzazione consegna il registro delle partecipazioni e l’esito della verifica. Cosa documenta e cosa non documenta la Certificazione EUCS è spiegato nella sezione dedicata.