A cura di: Dr. Eric Falzone
Revisione: AML Legal Team EUCS
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Nell’antiriciclaggio per commercialisti, individuare una carenza significa capire quale attività non sia stata svolta correttamente, perché sia accaduto e quali pratiche possano essere coinvolte. Per correggerla, occorre valutare gli adempimenti da completare e intervenire sulle cause, attraverso istruzioni più chiare, una diversa distribuzione dei compiti o una formazione mirata.
Un documento presente nel fascicolo del cliente può contenere informazioni che nessuno ha ancora esaminato. Il punto di partenza è quindi comprendere come lo studio riceve, trasmette e valuta le informazioni dei clienti. Questo articolo illustra un percorso per riconoscere le difficoltà organizzative e scegliere gli interventi necessari, distinguendo gli obblighi già applicabili dalla preparazione al nuovo Regolamento AML.
Come individuare una carenza antiriciclaggio nello studio
Consideriamo un caso ipotetico: uno studio segue continuativamente una società e riceve una comunicazione sul cambiamento di alcuni soci. Il collaboratore archivia il documento, ma non lo trasmette al commercialista incaricato, che non viene così messo nelle condizioni di valutarne il contenuto.
Il professionista deve esaminare la variazione per stabilire se incida sull’individuazione del titolare effettivo, sulle informazioni già raccolte o sulla valutazione del rischio del cliente. Il riferimento è all’adeguata verifica della clientela e al controllo costante disciplinati dall’articolo 18, comma 1, lettere b) e d), del D.Lgs. 231/2007.
Il cambiamento dei soci non comporta automaticamente un aumento del rischio: occorre valutarne il significato nel caso concreto e le eventuali conseguenze sull’assetto proprietario e di controllo della società.
Dopo aver esaminato la comunicazione e individuato gli adempimenti necessari, resta da comprendere perché il documento non sia arrivato al professionista. Bisogna accertare se il collaboratore sapesse quali informazioni trasmettere, a chi inoltrarle e come procedere in caso di assenza del destinatario. Le risposte aiutano a distinguere una disattenzione occasionale da istruzioni incomplete, compiti poco chiari o una preparazione insufficiente.
Come delimitare le carenze e riesaminare le attività interessate
Nell’esempio descritto, spiegare al collaboratore quali comunicazioni inoltrare migliora il lavoro futuro.
Rimane però da stabilire se altre informazioni siano state ricevute e archiviate senza essere valutate.
Se lo stesso metodo è stato utilizzato per più clienti, può essere necessario esaminare anche altre comunicazioni e accertare se vi siano adempimenti da completare.
L’estensione del riesame dipende dal problema riscontrato e dai rischi: va definita sulla base degli elementi disponibili.
Una procedura aggiornata non chiarisce, da sola, che cosa sia accaduto prima della modifica.
Per questo, la correzione delle istruzioni e l’esame delle attività già svolte possono essere entrambi necessari.
Il supporto specialistico diventa utile quando lo studio incontra difficoltà nel delimitare il problema, individuare le pratiche interessate o comprendere quali obblighi possano essere stati trascurati.
La consulenza antiriciclaggio aiuta a tradurre queste incertezze in attività definite e proporzionate.
Autovalutazione del rischio: che cosa emerge dall’organizzazione dello studio
L’autovalutazione antiriciclaggio riguarda i rischi dell’attività professionale nel suo complesso e l’adeguatezza dell’organizzazione dello studio.
Va distinta dalla valutazione del rischio riferita al singolo cliente e alla prestazione.
L’articolo 15 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 richiede che la valutazione dei rischi dell’attività sia documentata e periodicamente aggiornata.
L’articolo 16 del D.lgs. 231/2007 prevede l’adozione e l’attuazione di procedure e controlli adeguati, insieme a programmi permanenti di formazione del personale.
Per i commercialisti, la regola tecnica n. 1 del CNDCEC richiede di considerare anche le vulnerabilità dello studio, cioè le debolezze dell’organizzazione e delle misure adottate.
Tra gli aspetti da esaminare rientrano la formazione e la gestione degli adempimenti di adeguata verifica della clientela, conservazione e segnalazione delle operazioni sospette.
L’autovalutazione deve quindi tenere conto di come lo studio lavora realmente. Le difficoltà ricorrenti offrono elementi utili per comprendere se le misure adottate siano adeguate o richiedano modifiche.
Procedure e formazione antiriciclaggio: quale intervento serve
La soluzione dipende dalla causa della difficoltà. Se mancano istruzioni chiare, occorre definire meglio le attività e i compiti. Se le istruzioni sono adeguate ma non vengono comprese, serve una formazione mirata. Quando entrambi gli aspetti presentano carenze, i due interventi devono essere coordinati.
Chi riceve i documenti deve sapere quali informazioni portare all’attenzione del professionista e come trasmetterle. Il commercialista deve invece valutarne il significato e assumere le decisioni di propria competenza.
La formazione può essere costruita intorno a queste situazioni, attraverso casi pratici, esercitazioni e momenti di confronto. Dopo l’intervento, è utile esaminare come vengono gestiti casi analoghi, per accertare se le nuove istruzioni siano seguite e se occorrano ulteriori correzioni.
Regolamento AML: quali interventi preparare prima del 10 luglio 2027
Il Regolamento (UE) 2024/1624 del 31 maggio 2024, noto come AMLR, è entrato in vigore il 9 luglio 2024 e sarà applicabile dal 10 luglio 2027 alle attività professionali considerate in questo articolo.
L’articolo 9 del regolamento aml prevede espressamente l’individuazione e la gestione delle carenze, l’adozione di azioni correttive e il miglioramento delle politiche, delle procedure e dei controlli.
Gli articoli 10 e 12 del regolamento antiriciclaggio disciplinano la valutazione del rischio per l’intera attività e la formazione permanente, documentata e adeguata alle funzioni svolte e ai rischi.
Lo studio deve quindi distinguere le carenze relative agli obblighi già applicabili dagli interventi necessari per prepararsi al nuovo regime.
Gli adempimenti dovuti oggi non possono essere rinviati al 2027.
Iniziare per tempo consente di programmare il lavoro, aggiornare le istruzioni e formare le persone, lasciando anche il tempo di accertare se le modifiche funzionino nella pratica.
Per approfondire il quadro generale delle novità, puoi consultare l’articolo EUCS sugli obblighi antiriciclaggio dei professionisti.
Consulenza e formazione EUCS per gli studi di commercialisti
EUCS offre consulenza antiriciclaggio e formazione per gli studi professionali.
Il supporto può comprendere l’esame degli obblighi applicabili, la revisione delle modalità di lavoro e la preparazione delle persone coinvolte. Servizi antiriciclaggio EUCS.
L’obiettivo è permettere allo studio di sapere quali problemi affrontare, quali attività svolgere e chi debba occuparsene.
Nel caso delle comunicazioni archiviate senza essere esaminate, un piano di intervento potrebbe prevedere, a titolo illustrativo:
- Il riesame delle comunicazioni interessate, individuate secondo criteri coerenti con il problema riscontrato e con i rischi.
- La valutazione delle informazioni da parte del professionista competente, per stabilire gli eventuali adempimenti da completare.
- L’aggiornamento delle istruzioni, precisando chi riceve le informazioni, a chi le trasmette e come procede in caso di assenza del destinatario.
- La formazione delle persone coinvolte, seguita da un esame dell’applicazione delle nuove istruzioni.
La proposta EUCS definisce le attività comprese, i documenti e i materiali che lo studio riceverà, i tempi e i corrispettivi. Può includere una relazione sulle criticità, un piano con priorità e compiti, procedure aggiornate e formazione dedicata.
L’eventuale assistenza all’autovalutazione del rischio lascia fermo il carattere proprio e non delegabile dell’adempimento, previsto dalle regole tecniche del CNDCEC.
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Puoi partire da una difficoltà concreta: una procedura poco chiara, un dubbio sulla gestione dei fascicoli o la necessità di formare il personale.
Descrivi brevemente l’esigenza e come è organizzato lo studio, senza inserire dati identificativi dei clienti.
Queste informazioni aiutano a definire l’ambito di una proposta di consulenza o formazione, nella quale saranno precisati attività, tempi e costi.
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